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SUD AFRICA 2010 - LE ALTRE, Giugno - Luglio
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Se nel balzo saprai d'un solo istante superare l'istante che non perdona, tua è la Terra e ciò che dona

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Quando gioca lui sto malissimo fisicamente. Sudo e ho delle convulsioni tremende perchè LO AMO ALLA FOLLIA. Lo psicologo mi ha detto che non è grave, ma è come regredire ad uno stadio infantile by Gene Gnocchi

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La Fifa ha reso noti gli accoppiamenti degli spareggi europei per la qualificazione ai Mondiali 2010. L'Irlanda allenata da Giovanni Trapattoni contendera' alla Francia l'accesso alla manifestazione che si svolgerà in Sudafrica. La partita d'andata, il 14 novembre, si giochera' a Dublino. Ritorno il 18 novembre a Parigi. Gli altri accoppiamenti sono: Portogallo-Bosnia Erzegovina, Grecia-Ucraina, Russia-Slovenia.



(R. Datasport, DTS)

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Sudafrica, il potere è donna
anche per guidare i mondiali
Secondo il volere di Mandela, le pari opportunità sono la norma dal pallone alla politica. E il calcio non fa eccezione: il capo operativo del comitato organizzatore è una madre di 38 anni dal nostro inviato ANDREA SORRENTINO


CAPETOWN - Women power. Nella politica, negli affari. Nelle aziende private e in quelle pubbliche. E nel calcio, con l'organizzazione dei prossimi Mondiali: sarà una donna a gestire uno staff di 500 persone e alcune decine di migliaia di volontari. Una World Cup declinata al femminile, la prima di sempre, in un paese che si prepara con emozione incredula all'Evento e in cui il 48% degli appassionati, tra stadi e pubblico televisivo, è composto da donne. Donne sudafricane. Sono ovunque, e comandano. Perché tra di loro si caricano così: "Gli uomini, saranno pure la testa, e magari lo sono ancora. Ma noi donne siamo il collo. E senza collo, la testa non può muoversi". Insomma i maschi facciano spazio, una buona volta: il potere alle signore.

Per trovarne traccia bisogna dimenticare l'Italia e scendere fin quaggiù, fino all'ultimo granello dell'Africa, incastrato sotto la Table Mountain come un diamante. Cape Town, la magnifica: un colpo d'occhio che mozza il respiro, e foche e pinguini che sguazzano davanti al Waterfont. Capitale della provincia di Western Cape il cui premier, nonché ex sindaco della Città del Capo, è Helen Zille: donna, ovviamente. Poi si può risalire a piacere, verso nord o verso est, fino a Johannesburg e fino agli elefanti e ai leoni del Limpopo: cambia poco. Su nove province sudafricane, cinque sono governate dalle ladies. "Uno stato non razzista, uno stato non sessista", fu lo slogan di Nelson Mandela prima delle elezioni del 1994. Nell'attuale governo del presidente Zuma, 14 ministri su 34 sono signore, e spesso in ruoli di primo piano: tra gli altri Interni, Educazione, Difesa, Energia, Miniere, Scienza e Tecnologia. Quasi il 55% dell'amministrazione pubblica, tra quadri dirigenziali e impiegati, è donna.

Così non è affatto strano che il numero 2 del Comitato Organizzatore, di fatto il capo operativo, sia una donna di 38 anni, madre di due figlie di 21 e 12 anni ("Ma ho un marito che è un sogno di uomo"): si chiama Nomfanelo Magwentshu, è partita da zero, ultima di nove figli, il padre guidava autobus a Johannesburg. Ha studiato, ha fatto carriera, è già stata manager di spicco nella compagnia di bandiera sudafricana. È il braccio destro di Danny Jordaan, il capo assoluto. Ma è Nomfanelo che sceglie le persone: "Mi accusano di preferire le donne, dato che il 37% dello staff è femmina, ma non è vero: scelgo in base alla competenza e alla capacità organizzativa, e in questi campi spesso le donne si fanno preferire".

Ed ecco le manager per le relazioni internazionali, per le risorse umane, per il marketing, per l'accoglienza e l'ospitalità. Mamme da combattimento, e gli uomini a obbedire. "La parità dei diritti? Qui in Sudafrica l'abbiamo raggiunta", assicura Nomfanelo. Ma attenzione. Sotto la superficie c'è ancora parecchio da lavorare, perché non ci sono soltanto le elite culturali, ma anche le masse. Tipica contraddizione del Continente, il Sudafrica è ancora uno dei paesi più violenti al mondo, nella criminalità in genere e anche nelle violenze sulle donne, che di recente sono persino in crescita.

"Il machismo non è stato sconfitto, anzi negli strati sociali più bassi continua a dilagare", avvertono le organizzazioni per i diritti umani. E il terribile caso di Eudy Simelane, la stella della nazionale femminile di calcio, lesbica dichiarata, pestata e uccisa la scorsa primavera, poi trovata in un burrone fuori Johannesburg, fa accapponare la pelle. Anche se il Sudafrica di Mandela fu il primo stato al mondo a dichiarare illegale, nella sua costituzione, la discriminazione in base agli orientamenti sessuali.

Ma se la parità dei diritti, per molte donne della Repubblica, è ancora una chimera, la passione per il calcio le coinvolge tutte. Nelle township è in corso da anni un campionato di calcio femminile rigorosamente over 40: giocano anche ragazze di oltre settant'anni, la più anziana ne ha 83 e non sente gli acciacchi, quando vede le tribune piene di gente che strombazza la vuvuzela e tifa sul serio. Hanno chiesto alla federazione di giocare una partita prima di una gara della prossima World Cup: "Hanno promesso che faranno di tutto per accontentarci". Ma non deludetele: col women power c'è poco da scherzare.

(24 ottobre 2009)

http://www.repubblica.it/2009/

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Trap contro Domenech
Eto'o, sfida in Marocco
Sabato fondamentale. In Europa tengono banco Eire-Francia e Grecia-Ucraina, in Africa tre posti ancora da assegnare. Da seguire anche Costarica-Uruguay e Nuova Zelanda-Bahrain di LUIGI PANELLA


ROMA - Primo round in Europa, mentre si decide per l'Asia-Oceania e per l'Africa: è un sabato chiave per le qualificazioni al Mondiale del 2010. Ovviamente tutte le gare hanno medesima importanza, ma in Europa è la sfida di Dublino tra Eire e Francia (ore 21 italiane) a tenere alto l'interesse. Giovanni Trapattoni prevede una gara alquanto equilibrata: lo indicano le esercitazioni dal dischetto che il Trap fa svolgere ai suoi al termine degli allenamenti. Rispetto alla gara con l'Italia, il tecnico lombardo potrebbe cambiare gli esterni di centrocampo, inserendo Duff e Hunt al posto di McGeady e Lawrence. Confermati invece gli attaccanti Keane e Doyle. Più enigmatico Domenech, sempre più nel mirino della critica. Mistero sulla formazione (Gignac punta centrale o avanzamento di Anelka dalla trequarti?), inoltre un problema agli adduttori per Toulalan potrebbe obbligare il ct a rivedere la fase di interdizione.

BOSNIA 'TEDESCA' - Passando alle altre sfide, più equilibrata di quello che indica il blasone la gara tra Portogallo e Bosnia (ore 21,30 italiane). Primo motivo: i lusitani saranno privi di Cristiano Ronaldo, il che per una squadra che ha la cronica difficoltà a fare gol, non è cosa da poco. Secondo motivo: la Bosnia ha trovato la classica combinazione di giocatori forti, da Dzeko (9 gol nel girone) a Ibisevic, a Misimovic, a Salihovic, tutta gente che dà spettacolo in Bundesliga, sapientemente assemblati da una vecchia volpe come il 74enne Miroslav Blazevic, capace di cogliere un terzo posto alla guida della Croazia nel mondiale francese del '98. Insomma, una bella partita con duelli tutti da seguire: su tutti promette scintille quello tra il già citato Dzeko e il difensore del Chelsea Ricardo Carvalho. Punto debole dei balcanici la difesa. qui il brasiliano naturalizzato Liedson può far male.

L'OTTO PRUDENTE - Molto equilibrato il confronto tra Grecia e Ucraina (ore 19 italiane). Primo confronto, in programma ad Atene, che si presenta molto equilibrato. Il tecnico dei greci, il 71enne tedesco Otto Rehhagel, è andato un po' controcorrente rispetto alle sue abitudini, affrontando il girone - chiuso dietro la Svizzera - in maniera abbastanza spregiudicata. Risultato: tanti gol fatti, ma anche parecchi, troppi, subiti. Probabile quindi che per affrontare l'Ucraina, venga adottato uno schieramento a due punte (Gekas in campo, Samaras in panca) con un centrocampista (Tzsiolis) in più. Approccio alla gara presumibilmente tranquillo per Mikhailichenko: a Shevchenko e Milevskiy il peso dell'attacco, per il resto però è lecito aspettarsi una mediana da combattimento. Precedenti favorevoli all'Ucraina: 1-0 in Grecia e 1-1 in casa nelle qualificazioni dello scorso Mondiale.

RUSSIA, NO ALLA SCARAMANZIA - Il fatto più curioso che ha preceduto la gara di Mosca tra Russia e Slovenia (ore 17 italiane). I russi infatti sono talmente convinti di vincere che hanno presentato a 48 ore dal match la divisa ufficiale per il Sudafrica... Certo, guardando gli schieramenti la qualità russa emerge: gente come Arshavin e Pavlyuchenko (ma quest'ultimo potrebbe finire in panca, dentro Kerzhakov), gestita dal mostro sacro Hiddink, è oggettivamente superiore ai balcanici, che come stelle puntano sul portiere dell'Udinese Handanovic e sull'attaccante del Colonia Novakovic. Occhio però al collettivo messo in piedi da Matjaz Kek, venuto a capo di un girone complicato con Slovacchia (qualificata), Polonia, Repubblica ceca e Nord Irlanda.

URUGUAY RIMANEGGIATO - Cambiando zona geografica, spareggio tra Costarica e Uruguay (ore 3 italiane di domenica). Prima gara in centroamerica, preparata certosinamente dal tecnico brasiliano Simoes: due settimane di allenamento, una per coloro che giocano all'estero. L'Uruguay ha lavorato sul sintetico, superficie che ospiterà la prima sfida: il tecnico Tabarez deve fare a meno di Cavani, Fucile e Rodriguez, e punterà molto sulla rapidità e la tecnica di Diego Furlan. Una sfida che presenta particolari aspetti psicologici: la Costarica infatti ha perso la qualificazione diretta negli ultimi secondi contro gli Stati Uniti, l'Uruguay non ha approfittato del match point contro l'Argentina a Montevideo.

ATTESA A WELLINGTON - Tecnicamente la gara che offre meno è quella tra Nuova Zelanda e Bahrain (ore 8 italiane). La sfida di andata si è chiusa sullo 0-0, risultato che lascia apertissimo il discorso qualificazione: agli asiatici basterebbe infatti un pari con gol per qualificarsi. Nel paese del rugby, attesa spasmodica per il calcio: Westpac Stadium di Wellington tutto esaurito, 35.000 spettatori. Un problema per parte: il tecnico neozelandese Herbert non è sicuro di poter schierare il centrocampista ex Fulham Elliot, quello degli asiatici Milan Macala dovrà rinunciare all'attaccante Ala'a Hubail.

TRE POSTI LIBERI - In Africa tre posti liberi. Tiene banco Egitto-Algeria: egiziani avanti se vincono con tre reti di scarto, con due si rigioca mercoledì prossimo in Sudan, negli altri casi passano gli algerini. A parte l'interesse tecnico della gara, il contorno preoccupa: aggressione alla squadra algerina, tensioni diplomatiche, timore di incidenti, richieste di rinvio. Non proprio il clima ideale dunque. Anche il Camerun è vicino alla qualificazione: Leoni ai Mondiali in caso di vittoria esterna contro il già eliminato Marocco. Caso contrario, la palla passa al Gabon, impegnato in Togo e avanti in caso du successo. Infine, match point Tunisia: i nordafricani qualificati in caso di vittoria in Mozambico, altrimenti la Nigeria, impegnata in Kenya, ne potrebbe approfittare.

13 novembre 2009

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Trap beffato
Francia, colpo di mano
Un gol irregolare permette ai transalpini di pareggiare ai supplementari e far fuori l'Eire. La Russia perde in Slovenia ed esce, missione compiuta del Portogallo in Bosnia, impresa delle Grecia in Ucraina. All'Algeria la 'battaglia di Khartoum di LUIGI PANELLA


ROMA - Un gol palesamente irregolare fa fuori l'Eire di Giovanni Trapattoni dando alla Francia una qualificazione fortemente a rischio. Clamorosa eliminazione della Russia ad opera della Slovenia, missione compiuta del Portogallo in Bosnia, impresa della Grecia in Ucraina. L'Eire del Trap, 0-1 a Parigi con una rete di keane, si trova ai supplementari. In Africa fa festa l'Algeria, che batte nelle 'battaglia' di Khartoum l'Egitto.

FRANCIA-EIRE 1-1 DTS - Non se lo meritava Giovanni Trapattoni di uscire in questo modo dai Mondiali. L'Eire gioca una grandissima partita, pareggia la sconfitta di Dublino nei tempi regolamentari, peraltro giocati molto meglio, arrendendosi ai supplementari per una rete palesemente irregolare di Gallas. Trap la gara la prepara alla grande: squadra molto attenta in fase difensiva, blocco delle fasce con Duff e Lawrence, e McGeady in panca contrariamente alle indiscrezioni della vigilia. Insomma, nessuna fretta di recuperare, ma paziente attesa dell'episodio. La Francia conferma i problemi nel fare gioco. Doyle con un colpo di testa per poco non inquadra il bersaglio, ma a seguire Keane fa centro: grande iniziativa di Duff a sinistra, palla bassa al centro e piattone vincente della punta del Tottenham. La ripresa si apre con altra chance per l'Eire: O'Shea in area ha tempo per stoppare il pallone e batterlo - alto - a pochi passi da Lloris. Le mosse di Domenech: dentro Govou per Gignac, con Anelka spostato avanti e, a seguire, Malouda per Gourcuff.. Trap replica con Gibson per Whelan e McShane per O'Shea.. Occasioni enormi per il raddoppio sui piedi di Duff, che si fa neutralizzare la battuta da Lloris. e Keane, che evita anche Lloris ma si porta la palla oltre il fondo. La decisione sul finire del primo tempo supplementare: Henry, peraltro in sospetto fuorigioco, si aggiusta la palla con la mano e porte a Gallas la sfera del comodo 1-1. L'Eire non riesce a rialzarsi, ed arriva la più beffarda delle eliminazioni.

SLOVENIA-RUSSIA 1-0 Qualche superstizioso dirà che presentare le maglie prima degli spareggi potrebbe essere stato fatale. Non sarà vero, intanto la Russia esce clamorosamente ad opera della Slovenia al termine di una gara agonisticamente tiratissima. Dopo la vittoria russa all'andata (2-1), a Maribor basta una rete di Dedic per dare alla piccola squadra balcanica la qualificazione. Hiddink non si difende, affronta la Slovenia a viso aperto, ma nel primo tempo viene confermata una certa fragilità difensiva dei suoi. Slovenia senza grandi individualità, ma con un ottimo collettivo. Una deviazione sotto misura in anticipo di Dedic su cross da destra di Birsa, classica zampata da uomo d'area, batte Akinfeev. Nella ripresa altro brivido per la Russia: Dedic viene steso a pochi metri dalla porta, ma l'arbitro lascia correre. La prima svolta si registra per l'espulsione di Kherzakov, reo di un ingenuo colpo ad Handanovic in uscita, quindi un finale concitato. Zhirkov protagonista: prima spreca la palla della qualificazione, ma da posizione decentrata calcia addosso a Handanovic, poi si fa espellere per doppia ammonizione. In 9 contro 11, V. Beretzusky riesce ancora a spaventare la Slovenia, che però sfiora il raddoppio con Novakovic.

BOSNIA-PORTOGALLO 0-1 - Missione compiuta per il Portogallo. Dopo la vittoria sofferta a Lisbona, ne arriva un'altra - molto meno sofferta - e con lo stesso punteggio in Bosnia. In effetti la compagine slava, nonostante il notevole potenziale offensivo, tiene palla ma incide poco. L'occasione migliore del primo tempo è per il Portogallo: Tiago di tacco serve Raul Meireles, che da pochi passi batte addosso al portiere Hasagic. Il portiere bosniaco è decisivo anche nella ripresa, su destro ravvicinato ma decentrato di Liedson, ma non può nulla sulla conclusione di Meireles che chiude la gara perfettamente servito da Nani. Manca ancora parecchio, ci sono occasioni da ambo le parti, ma il risultato non cambia.

UCRAINA-GRECIA 0-1 - Dopo lo 0-0 di Atene, impresa della Grecia, che anche grazie alla consueta sapienza tattica del tecnico tedesco Otto Rehhagel, passa a Donetsk sull'Ucraina. Rehhagel non aspetta e se la gioca: rischia su una iniziativa di Shevchenko, che sbaglia su una respinta corta di Tzorvas, ma colpisce di rimessa. Splendida l'azione che al 32' decide la gara: verticalizzazione di Samaras per Salpigidis che non sbaglia di sinistro sull'uscita del portiere. Da quel momento in poi, gara in discesa per gli ellenici, che rischiano solo nel finale sui tentativi di Shevchenko, Milevski e Rakitskiy.

ALGERIA-EGITTO 1-0 - L'Algeria vince la gara della paura e torna ai Mondiali a distanza di 24 anni dall'ultima partecipazione. A Khartoum, in uno stadio presidiato da 15mila militari per il fondato timore di incidenti, l'Egitto si inchina ad una rete di Yahia dopo una gara ad altissima tensione. Dopo le premesse, fatte di incidenti estesisi addirittura alla banlieu parigina, difficile giocare nelle prime fasi: una serie di interventi almeno da giallo, mettono a dura prova l'arbitro.
Poi si comincia a giocare un po' - non troppo - al calcio. Nel primo tempo più attivo l'Egitto, che chiama il portiere algerino Chaouchi ad un paio di parate decisive sul colpo di testa di Fahti e destro ravvicinato di El Mohammadi. E' però l'Algeria, sorniona, a colpire con uno straordinario destro da posizione decentrata di Yahia che non lascia scampo a El Hadari. Nella ripresa, dentro, tra gli altri, l'asso egiziano Zidan, tenuto a sorpresa in panchina. L'Algeria, tranne che in una occasione, rinuncia di fatto al contropiede, affidando le proprie chane di qualificazione alla difesa: almeno tre straordinarie parate di Chaouchi su tentativi di Meteab, Zaoui e Aboutrika, ad Algeri esplode la festa.

18 novembre 2009

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